Palermo – Tempo di elezioni in Sicilia e l’azione del prof. Angelo Todaro con Rete Civica Sicilia e l’accordo con Forza Italia hanno creato sicuramente suscitato molta attenzione sia sull’isola ma anche nel resto dell’Italia che osserva con attenzione. Le elezioni siciliane sono un passaggio importantissimo, una cartina di tornasole che precede la consultazione elettorale della primavera 2018. Angelo Todaro si sta spendendo con grande attivismo per la sua regione. Imprenditore di successo, carattere determinato, un grande cuore con chi lo merita, e la passione per la sua regione che da sempre ha nel cuore e anche potremmo dire nell’eloquio quotidiano. E’ stato intervistato da Siciliainformazioni, domande pungenti che però sono una occasione per il protagonista per poter tracciare la sua linea e le sue visioni di una politica innovativa, concreta e di crescita sociale ed imprenditoriale. Riportiamo di seguito lo stralcio d’intervista:

Dottor Angelo Todaro, ma quando mai s’è detto che un imprenditore con il bernoccolo degli affari si tuffa in politica?

“A lei sfugge un dato essenziale, io non mi sono mai allontanato dalla politica. Non potrei anche se volessi. Come può pensare che un imprenditore non si faccia coinvolgere…”

D’accordo, sul lobbismo non ci piove, gli imprenditori vogliono portare l’acqua al loro mulino, è perfino normale che ciò accada. Ma lei ha intenzioni serie, ha l’ambizione di occupare un seggio nel Parlamento….

“…nazionale, non regionale. E’ a Roma che guardo”

La sua Rete civica ha concluso una intesa con Forza Italia nell’Isola. E’ così?

“Certo che è così, stiamo dalla stessa parte anche alle regionali. Ma alle politiche ci metteremo la faccia…Ma vorrei parlare d’altro…”

Prego, si accomodi. Vuole un argomento a piacere?

“Lei è perspicace, non c’è che dire…”

Che fa, sfotte?

“Ci mancherebbe, mi ha preso per grillino? Io la stampa la venero. Andiamo al dunque.

Cerco personalità che abbiano competenze e che siano fuori dalla politica romana…Non ne trovo in giro”

Allora è lei che vuole fare il grillino.

“Si sbaglia, ho parlato di competenze. Il dilettantismo dei grillini fa più danni della lava dell’Etna. Aggiungo un’altra caratteristica: devono stare fuori dagli apparati e fuori dai salotti intellettuali”

Ce l’ha anche con gli intellettuali, non mi dica. Parla come Grillo…

“Vuole suscitare la mia ilarità. L’accostamento con Grillo è contro natura. Io sono abituato a fare i conti con le mie aziende, conosco come vanno le cose a casa mia, e sono informato anche su come va il mondo. Grillo cura il suo business, continuando a fare il suo mestiere…il comico. Io lavoro, la differenza c’è, no?”

In concreto, dottor Todaro, di chia vorrebbe disporre? Quali sono i suoi compagni di strada?

“Voglio affiancarmi a uomini e donne che sanno quel che dicono, hanno visioni chiare, non girino attorno agli argomenti, pigliando in giro anche se stessi. “

Non ci ha ancora detto come la pensa sull’emigrazione, sul ruolo politico del Paese nel Mediterraneo, sul business, che lei pratica felicemente. Nemmeno una parola sulle sue radici culturali…Niente.

“Non mi nascondo: le mie radici sono cristiane, quanto ai diritti, appartengono ad una generazione educata al rispetto dei doveri. L’emigrazione? Un cristiano non può tirarsi indietro quando c’è da aiutare il prossimo, ma il nostro è un Paese senza regole. Non possiamo fare il passo più lungo della gamba, abbiamo il dovere di difendere la nostra identità, i nostri valori,le nostre tradizioni. Non possiamo consegnare l’Italia ai nostri ospiti. Subiamo le iniziative politiche e militari degli altri. E quanto al made in Italy, c’è chi crede che si possa sviluppare la nostra economia puntando sulle eccellenze enogastronomiche. Che pure ci regalano dei buoni dividendi. Dobbiamo piuttosto mettere in piedi la nuova industria, quella dei viaggi, della cultura, dell’energia pulita, dell’ambiente sano, della buona salute. Il business si deve coniugare con nostri bisogni, partendo dai più elementari bisogni: la convivenza civile, i servizi, l’aria e il mare puliti. Ci è stato fatto credere che il business stia dall’altra parte, dalla parte degli inquinatori. E’ esattamente il contrario, le mie aziende combattono gli inquinatori, e il mio business non ne risente, anzi è proiettato sul futuro”.

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